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Mass media e immagine corporea

L’ideale di magrezza estrema, intesa come simbolo di bellezza, nonché la ricerca di un corpo perfetto e idolatrato contribuiscono ad esacerbare, od aumentare il rischio, di disturbi legati al corpo e all’alimentazione, sia per le donne che per gli uomini.

Mass media immagine corporeaLe iniziative di educazione e prevenzione dei disturbi alimentari hanno influenzato il cambiamento nella mentalità pubblica di ciò che riguarda la percezione dell’immagine del corpo e la promozione di standard più sani di bellezza.

Le aspettative sul peso, la dimensione e la forma ideale del corpo del secolo scorso sono ben documentate sia attraverso le riviste che i mezzi di comunicazione.

Le donne aspiravano, e purtroppo ancora oggi aspirano, nonostante i canoni di bellezza stiano pian piano cambiando, ad una taglia 40, che “spoglia” così il corpo dalle sue forme e sinuosità; per quanto riguarda invece l’immagine corporea maschile, questa risulta essere pesantemente influenzata dalla rappresentazione mediatica di un ideale muscolare: spalle larghe, vita sottile e muscoli delineati e pronunciati.

L’ideale di magrezza estrema, intesa come simbolo di bellezza, nonché la ricerca di un corpo perfetto e idolatrato contribuiscono ad esacerbare, od aumentare il rischio, di disturbi legati al corpo e all’alimentazione, sia per le donne che per gli uomini.

La ricerca attuale si è sempre più concentrata sull’immagine del corpo maschile, al fine di esplorare l’insoddisfazione verso la propria immagine.

“I risultati confermano ed estendono recenti scoperte sulla rilevanza della muscolatura sull’immagine corporea maschile. Allo stesso tempo, indicano un’eccessiva preoccupazione per la magrezza legata ai pregiudizi e agli stereotipi vigenti nell’immaginario collettivo!”.

Polarizzare l’attenzione solo su determinate caratteristiche, se non sviluppare tendenze ossessive per cose specifiche, determina un comportamento che porta ad ignorare altri aspetti importanti della vita e della salute.

Questo include tutti quei processi decisionali che scaturiscono sulla base della percezione soggettiva; concentrarsi eccessivamente su specifiche parti del corpo per poi confrontarle con gli altri è un chiaro esempio di come i pregiudizi influenzano i disturbi alimentari, nonché la percezione della propria immagine corporea.

Cordes, Vockes e colleghi, hanno citato numerosi studi recenti riguardanti gli effetti e le conseguenze cognitive e comportamentali per gli uomini che soffrono di un’elevata insoddisfazione del corpo e perseguimento di un corpo muscoloso.

Questo atteggiamento, nella sua forma più estrema, può essere associato a conseguenze psicologiche e comportamentali negative, come bassa autostima, dipendenza dall’esercizio fisico, patologie alimentari, abuso di steroidi anabolici-androgenici.

L’eccessiva ricerca di un corpo muscoloso si prefigura come aspetto fondamentale per ciò che è stato definito nel Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, 5° edizione,  come dismorfismo muscolare, che si caratterizza per la convinzione persistente e patologica che il proprio corpo non è sufficientemente snello e muscoloso.

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I mezzi di comunicazione hanno l’opportunità di contribuire alla denuncia di immagini e atteggiamenti che oggettivano gli uomini e le donne, promuovendo pattern comportamentali malsani rispetto al peso e la forma corporea.

Alcuni mezzi di comunicazione hanno abbracciato questa causa ma, tuttavia, la maggior parte delle donne e degli uomini ritratti nelle riviste di moda, mantengono ancora ideali sottili e continuano ad avere una notevole influenza sulla percezione dell’immagine corporea.

Gli studi hanno trovano che le donne e gli uomini che non si confrontano con i modelli di tali riviste hanno una percezione  positiva della propria immagine, nonché una migliore accettazione delle proprie forme corporee.

La decisione di non sfogliare riviste di moda o di non comprarle, soprattutto se ci sono bambini, offre una soluzione iniziale, seppur semplicistica, o comunque un aiuto nel non fornire sin da subito la possibilità di sviluppare pensieri ossessivi e autodistruttivi verso di sé e il proprio corpo.

Grazie agli sforzi straordinari compiuti dalle comunità che si occupano di disturbi alimentari, molte persone ora accettano l’idea che essere troppo sottili sia disfunzionale e che variare la propria alimentazione, assumendo grassi insaturi, proteine e carboidrati complessi, sono essenziali per il proprio benessere fisico, mentale e sessuale.

Rispetto a questo ultimo aspetto, molti medici, ricercatori e scrittori sostengono come i disturbi alimentari, presentando una visione negativa della propria immagine, siano anche associati ad una sessualità ritirata, in quanto fortemente caratterizzata da sentimenti di vergogna, o al contrario da comportamenti sessuali a rischio, nonché da una bassa desiderabilità e minore eccitazione sessuale.

Nessuna persona o ente può modificare la personale rappresentazione di sé, ma ciò che contribuisce ad esacerbare tale problematica è il fatto che molto spesso vengono compiute delle osservazione denigratorie a discapito degli altri.

Criticare la forma e le dimensioni del corpo degli altri è di solito un riflesso di insicurezza, sentimenti di inadeguatezza e negatività per quanto riguarda il proprio corpo.

Tale disagio corporeo è inoltre spesso legato ad un disagio verso il sesso, l’espressione e le pratiche sessuali. In generale, le persone che sono felici e contente del loro corpo tendono a non essere eccessivamente critiche nei confronti degli altri.

Le donne e gli uomini che hanno una migliore accettazione del proprio corpo sono anche generalmente più soddisfatti sessualmente, nonché più aperti alla sperimentazione ed esplorazione sessuale.

Swami e colleghi, sulla base della loro ricerca, hanno ipotizzato che “una positiva immagine corporea è caratterizzata da atteggiamenti positivi verso il proprio corpo, accettazione del corpo, rispetto e protezione di esso dalle influenze negative; questi aspetti sono così associati a schemi sessuali positivi che permettono di esprimere la propria sessualità in modo liberale o non convenzionale”.

I ricercatori hanno reclutato 151 donne e 164 uomini provenienti dagli Stati Uniti che hanno completato degli strumenti di misura inerenti il liberalismo sessuale, gli atteggiamenti verso pratiche sessuali non convenzionali; successivamente sono stati valutati gli indici annessi ad un’immagine positiva del corpo, come ad esempio: apprezzamento del corpo, accettazione del corpo da parte di altri, flessibilità nell’immagine corporea.

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Dall’analisi dei risultati è emerso che “l’apprezzamento elevato del corpo era significativamente associato ad un maggior liberalismo sessuale negli uomini e nelle donne. Inoltre, una maggiore accettazione del corpo, nonché flessibilità nell’immagine corporea sono risultati significativamente associati con un atteggiamento più positivo verso pratiche sessuali non convenzionali in entrambi i sessi”.

I sintomi dei pazienti affetti da disturbo del comportamento alimentare si muovono tra il disgusto e la vergogna che circonda il loro concetto di sé; sulla base di tale consapevolezza si renderebbe utile cercare di modificare le false credenze distruttive, nonché gli schemi cognitivi.

È possibile per questi pazienti raggiungere e strutturare delle relazioni sane, piacevoli, vivendo così una vita autentica, perché la paura di ingrassare è semplicemente una rappresentazione mentale.

Da questo punto di vista, potremmo anche applicare il concetto psicoanalitico, secondo cui la paura cosciente è il desiderio inconscio.

Questo potrebbe quindi significare che la persona con anoressia desidererebbe essere grassa? Metaforicamente parlando, potremmo rispondere “Si”!

Metaforicamente, il grasso equivale ad una rappresentazione di tutto ciò che è proibito. Il cibo è infatti piacere, ma mangiare troppo è associato a disgusto, gola ed egoismo.

Molte persone nelle prime fasi di recupero e, spesso per lungo tempo, hanno opinioni simili su di sé e sul loro corpo, e questo si ripercuote anche sul loro piacere sessuale, e più in generale sulla propria sessualità.

Il comfort esperito nella propria pelle fa riferimento all’accettazione del corpo, al comfort sessuale e al benessere psicologico.

I riferimenti nella nostra cultura e il vergognarsi del proprio corpo rispetto agli altri, produce delle modificazioni comportamentali, come ad esempio, praticare uno sport in maniera ossessiva, il quale indica un approfondimento dell’insoddisfazione personale, invidia, arroganza e necessità narcisistica per rovesciare tale situazione.

Coloro che si dedicano in tal modo allo sport tendono ad essere persone molto particolari e certamente manifestano un’enorme insicurezza.

Tratto da PsychologyToday

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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