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Odiate il vostro partner in alcuni giorni? La ricerca dimostra che non siete i soli!

Ecco perché può capitare e perché è normale.


odio coppiaAvete mai avuto un momento, in cui avete guardato il vostro partner ed avete sentito una forte avversione verso di lui, che rasentava (o proprio sprofonda) l’odio?

Consolatevi, non siete i soli!

È stato scoperto, infatti, che quasi tutti attraversiamo dei momenti, durante i quali disprezziamo fortemente le persone che amiamo di più, anche se non ce ne accorgiamo.

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In particolare, in una serie di studi, le Dott. esse Vivian Zayas e Yuichi Shoda hanno dimostrato che le persone non amano soltanto, o odiano soltanto, gli altri significativi, ma che esse li amano e li odiano contemporaneamente.


Lo studio.


Per lo studio, le ricercatrici hanno chiesto a delle persone di pensare a qualcuno verso cui provavano sentimenti molto positivi: un altro significativo che piaceva loro moltissimo e con il quale stavano veramente bene.

Successivamente, hanno chiesto loro di riferire circa i loro sentimenti positivi e negativi verso l’individuo scelto.
Ovviamente, costoro riportarono una percentuale maggiore dei primi.

Infine, le studiose hanno valutato i sentimenti impliciti (quelle sensazioni delle quali essi non sono consapevoli) dei partecipanti verso l’altro significativo che avevano scelto, attraverso un compito standard al computer, che misurava quanto velocemente le persone rispondevano a determinate direzioni.

In particolare, i soggetti vedevano apparire il nome del partner in alto sullo schermo del computer, subito seguito da una parola target, che poteva essere positiva (per esempio, fortunato, gatto), o negativa (per esempio, spazzatura, cancro).
Il loro compito era quello di catalogare questi nomi come positivi o negativi, il più velocemente possibile, premendo il tasto corretto.

Che cosa ha a che fare tutto questo con i sentimenti di amore ed odio verso i nostri compagni?

Se stiamo pensando a qualcosa di piacevole, quando compare una parola positiva, saremo più veloci nel classificarla come tale, e più lenti nel definire negativo un nome che lo è.
Allo stesso modo, se stiamo pensando a qualcosa di spiacevole, saremo più lenti a categorizzare le parole positive e più rapidi con quelle negative.

Quindi, è chiaro che, se le persone vedono il nome di una persona verso cui provano sentimenti positivi appena prima di una parola target, questo dovrebbe renderli più veloci a categorizzare le parole positive e più lenti con quelle negative.

Per riuscire a verificare questa ipotesi, i ricercatori dovevano sapere quanto erano veloci le persone a categorizzare le parole positive e quelle negative in generale.
A tal proposito, le studiose hanno chiesto ai partecipanti di procedere nello stesso compito anche dopo aver mostrato prima delle stringhe di lettere insensate, come, ad esempio,  “bbbbbbb”, di modo da poter confrontare le due categorie di risposte.


I risultati dello studio.


I risultati hanno mostrato che le persone erano più veloci nel categorizzare non solo le parole positive dopo aver visto il nome del loro altro significativo, come previsto, ma che ciò era vero anche per quelle negative.

Quindi, nonostante il fatto che questi fossero quegli individui, verso i quali i partecipanti avevano riferito sentimenti principalmente positivi, questi risultati dimostrano che, a livello inconscio, le persone possono provare, in realtà, anche sentimenti negativi verso i loro compagni.

È per questo che, in alcuni giorni, il loro pensiero può lasciarci inondati di amore ed ammirazione, mentre, in altri, esso ricade nell’antipatia, o, persino, nella repulsione.


Ci piacciono molto anche coloro che odiamo.


Le Dott. esse Zayas e Shoda avevano un’altra condizione nel loro studio: esse hanno esaminato anche i sentimenti impliciti delle persone verso gli altri significativi per i quali avevano riferito una forte antipatia, ovvero soggetti che avevano giocato un ruolo importante nella vita dei partecipanti, ma i quali attualmente riferivano di non gradire affatto, come, ad esempio, ex o genitori che li hanno abbandonati.

Quando venivano mostrati i nomi di costoro, essi erano più veloci nel categorizzare sia le parole negative, come previsto, ma anche quelle positive, il che suggerisce che nemmeno i sentimenti verso coloro che più si odiano sono scolpiti nella pietra, anche se, a livello cosciente, professiamo la nostra avversione per loro.

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Considerazioni conclusive.


Una considerazione importante da fare è che quanto emerso nello studio è un aspetto normale delle nostre relazioni strette ed esso non vuol dire che si sta facendo qualcosa di sbagliato, o che si è in un rapporto sbagliato, o che non amate più l’altro!

Dobbiamo riconoscere ed accettare che i nostri sentimenti verso l’altro possono variare da un momento all’altro e che questa sia solo una parte del condividere quotidianamente la propria vita con un altro essere umano altrettanto complesso.

 

Le relazioni, quindi, non hanno bisogno solo ed esclusivamente di momenti positivi, per tutto il tempo (come vorrebbero farci credere nelle pubblicità, o sui social!!), per essere definite felici e sane, così come è vero che avere troppa negatività nella coppia può essere dannoso.


La strategia per un rapporto perfetto sarebbe, insomma, avere l’equilibrio giusto tra esperienze positive e negative.

   

 

Fonte: Psychology Today

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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