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Percezione di sé negativa e vergogna

Quanto la percezione di sé dipende dalle opinioni altrui? Siamo il riflesso di ciò che gli altri pensano di noi? La vergogna è una causa o una conseguenza di una bassa autostima?

vergogna percezione negativa psicologiSi parla molto di autostima nei diversi dibattiti scientifici, ma diversi autori si chiedono cosa sia realmente l'autostima.

Con questo termine, genericamente, si fa riferimento all'opinione che abbiamo di noi stessi la quale, però, si basa sulla percezione che gli altri hanno di noi.

Quindi, come mai tutti noi, o almeno gran parte, sviluppiamo una percezione personale così distorta e negativa?

In ogni interazione sociale che si instaura, anche prima di impegnarsi pienamente in quel tipo di relazione sociale, ci vengono fornite delle istruzioni.

A volte queste istruzioni sono positive, a volte negative e a volte neutre. Per fare degli esempi, se durante l'ora di educazione fisica sei l'ultimo scelto per entrare in una squadra, i compagni probabilmente stanno rimandando l'idea che non ti vedono atletico; se il tuo disegno viene sempre scelto per essere appeso nei corridoi della scuola, allora l'insegnante ti sta insegnando che sei artistico; se la mamma ti sgrida continuamente per pulire la tua stanza, ti sta dicendo che sei “sciatto”.

Questi sono tutti esempi un po' maldestri, ma forniscono informazioni molto importanti.

Finchè non si arriva ad un'idea autentica di ciò che siamo, il risultato è quello di sentirsi solo il riflesso delle opinioni delle altre persone.

Siamo cioè un riflesso di ciò che gli altri credono di noi, al contrario di ciò che crediamo di noi stessi.

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Pertanto, gli altri veicolano informazioni, ci forniscono delle opinioni, giudicano il comportamento e noi assumiamo il tutto come se ci appartenessero realmente.

Il meccanismo psicosociale che descrive in dettaglio tale aspetto è da rintracciare nella Teoria della coltivazione.

Molto brevemente, Gerbner che ha formulato questa teoria negli anni '70 ha focalizzato la sua attenzione sull'idea che la tv sia un agente di socializzazione di molte comunità; in tal senso, la tv fornisce rappresentazioni mentali della realtà che penetrano nella coscienza collettiva.

In modo simile, quando ci troviamo di fronte ad una serie di opinioni negative verso il nostro modo di fare o di essere, si tende ad assumere maggiormente il negativo rispetto al positivo.

Subiamo cioè una forma di influenza su cui non abbiamo controllo e di cui non siamo pienamente consapevoli.

È proprio attraverso questo “acquisto” negativo, ed il conseguente sviluppo di una percezione di sé negativa, che può svilupparsi un senso di vergogna.

La vergogna può manifestarsi in diversi modi; non è tanto un'emozione o una condizione, o un qualcosa su cui puntare il dito, è più che altro annessa alla sensibilità di una persona.

L'anoressica, per sempio, si sente così male con sè stessa che vuole letteralmente scomparire. Il narcisista, al contrario, ha un bisogno sfrenato di essere notato e convalidato per non socccombere a sentimenti di impotenza.

Il tossicodipendente recidivo si blocca su un ciclo ripetuto di autodistruzione per punire sé stesso. L'adultero seriale cerca conferme consistenti rispetto all'idea di non meritare il suo/la sua partner o che non meriti di essere amato.

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La vergogna è quindi una caratteristica insidiosa, e se considerata come sensibilità, è qualcosa che può essere affrontata come una conseguenza di dinamiche più interne, quali la percezione di sé e l'autostima.

Ma se la percezione di sé e l'autostima sono il risultato delle opionioni altrui, allora cosa si può fare?

L'idea di cosa fare, secondo il Dottor Michael J. Formica, psicoterapeuta e autore di diversi libri, è in realtà abbastanza semplice, ma metterla in pratica potrebbe essere un po' più difficile.

Bisognerebbe in primis cercare di acquisire una certa consapevolezza rispetto a chi siamo, raccogliendo prove che confermino o neghino il sistema di credenze personali che abbiamo creato per noi stessi.

Quando la vergogna si correla poi al senso di colpa, è importante mettersi in discussione e riflettere sul fatto che la colpa è un'emozione che si attacca direttamente al giudizio.

Per potersi spogliare della colpa, bisogna capire chi è che ci giudica e che importanza ha.

Per quanto concerne la vergogna anche questa è direttamente collegata all'auto-percezione negativa che, a sua volta, è la diretta conseguenza delle percezioni e delle opinioni degli altri.

Per liberarsi della vergogna, bisognerebbe quindi iniziare a vivere una vita che non sia un riflesso degli altri, ma un riflesso del proprio sé autentico.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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