Pubblicità

Perché le donne maltrattate non sempre lasciano i loro aggressori?

Un approfondimento degli aspetti della cosiddetta Battered Women’s Syndrome.


violenza donneSappiamo che le vittime di violenza domestica sono, nella maggior parte dei casi, donne.

Costoro, oltre a subire i maltrattamenti, con le relative conseguenze, spesso sono anche accusate di non riuscire ad abbandonare il proprio aggressore, dando per scontato che esse abbiano la libertà e la forza di fare una tale scelta.

Ne consegue che i membri della comunità, così come i professionisti dei servizi sociosanitari, spesso, non provino simpatia per queste persone, le quali si ritrovano a non essere tutelate nemmeno dal sistema giudiziario.

Così, costoro, da vittime incapaci di difendersi, finiscono per essere viste come concause della loro stessa situazione.

Psicologi in evidenza
Dottoressa Camilla Pazzagli
Via Gioberti, 23 - FIRENZE
Cell: 331 7339589
Dottoressa Maria Clara Cortellazzi
Viale S. Kasman, 15 Chiavari - GENOVA
Cell: 391 4947113

Visto che questa tendenza a colpevolizzare la vittima sembra ancora frequente, si ritiene opportuno approfondire i meccanismi della Battered Women’s Syndrome (BWS) ed alcune delle ragioni, per le quali le donne in questa condizione non riescano a lasciare i propri aggressori.


1.    Credono di non avere scampo.


Una donna picchiata sviluppa alcune caratteristiche, a seguito degli abusi prolungati, quali paura, alta suggestionabilità, isolamento, senso di colpa e dipendenza emotiva.

Tutto ciò la porta a convincersi che non potrà mai sfuggire al suo aggressore.

Non solo: queste persone giungono ad un tale stato di degrado e disagio psicologico, da credere di non essere in grado di aiutare se stesse, né tantomeno di potersi aspettare l’aiuto da parte di altri.

Costoro sono, quindi, fermamente convinte di non poter sfuggire al controllo completo del loro compagno, il quale viene visto come inattaccabile persino dalle forze dell’ordine e dalle altre fonti d’aiuto.

È chiaro che, in una condizione del genere, diviene impensabile trovare una qualsiasi via di fuga.


2.    Sono ostacolate dall’amore.


La Battered Women’s Syndrome si sviluppa in un ciclo di tre fasi: la prima comprende una tensione crescente ed abusi minori; nella seconda, vengono perpetrate le percosse; nella terza, la vittima perdona l’aggressore perché egli cessa il comportamento violento e mostra affetto, promettendo, spesso, che la violenza non si ripeterà.

Ma a questo punto il ciclo ricomincia.

È durante la terza fase che molte donne sviluppano la speranza che tutta questa dolcezza duri e, di conseguenza, hanno difficoltà a lasciare il loro compagno.


3.    Hanno paura di ritorsioni.


Spesso, però, le vittime hanno troppo paura di lasciare i loro aggressori perché sanno che costoro continueranno a cercarle e, una volta trovate, continueranno a picchiarle, anche in modo più violento.

Questo è vero soprattutto quando le donne hanno il coraggio di interpellare e far intervenire le forze dell’ordine: è allora che il compagno percepisce queste azioni come un tradimento e scatena tutta la sua violenza contro di loro, fino alle conseguenze più estreme.

Non meraviglia, allora, la loro titubanza nel denunciare e la forte tendenza a ritrattare le accuse in quelle poche occasioni in cui riescono a denunciare le violenze.


4.    Percepiscono una certa riluttanza delle forze dell’ordine ad intervenire.


Le donne maltrattate esitano a sporgere denuncia non solo per paura della reazione del marito, ma anche a causa dell’apatia storica, da parte degli organi legislativi, nei confronti delle “questioni private”.

Solo di recente, infatti, i sistemi giudiziari di tutto il mondo occidentale stanno introducendo delle leggi contro la violenza domestica e solo in questi ultimi anni la società ed il settore sociosanitario si stanno prodigando a favore della prevenzione e dell’intervento in questo campo.


5.    Sono soggette ad impotenza appresa.


Il principio di “impotenza appresa” è stato sviluppato quando lo psicologo Martin Seligman ha scoperto che i cani, colpiti con scosse elettriche, che non potevano evitare, non sono riusciti a reagire in situazioni successive, in cui avrebbero potuto farlo.

Le donne maltrattate sperimentano la stessa condizione: essere sottoposte ripetutamente alle percosse indebolisce la loro motivazione a rispondere.

Non lasciare i compagni violenti non è, quindi, una decisione razionale, per cui biasimarle.


6.    Fattori aggiuntivi.


Altri motivi, per cui le donne maltrattate non riescono a lasciare i loro aggressori, includono essere etichettate come vittime di abusi, una bassa autostima causata dalle continue violenze e l’isolamento forzato, i quali impediscono di comunicare all’esterno la loro situazione di pericolo.

Inoltre, molte di loro rimangono negli ambienti abusivi per mantenere l’impegno nei loro rapporti e perché credono che mantenere unita la famiglia sia la cosa migliore per i figli.


Misure necessarie per il progresso.

Psicologi in evidenza
Synesis Centro di Psicologia Dottoressa Flavia Passoni
Synesis Centro di Psicologia Via Pace, 11 Carnate - MONZA
Cell: 338 1863275
Dottoressa Sara Ruiba
Via Cortevecchia, 59 - FERRARA
Cell.: 338 2315061

Grazie ad una migliore comprensione del perché le donne non sfuggono ai loro aggressori, si auspica di poter smettere di incolpare la vittima.
Ancora oggi, infatti, costoro possono incontrare medici, che prescrivono calmanti ad hoc, oppure ministri, che raccomandano di avere comportamenti più accomodanti, o psicoterapeuti, che consigliano una migliore comunicazione con il compagno violento.

Questo è semplicemente inaccettabile.

In primo luogo, la violenza domestica deve essere trattata più seriamente.
Quando gli amici, gli enti e le forze dell’ordine vengono a conoscenza di un abuso domestico, dovrebbero sentirsi in dovere di contribuire ad allontanare la vittima da una situazione che crede inevitabile.

In secondo luogo, è una questione di empatia: prima di incolpare le vittime degli abusi domestici che subiscono, bisognerebbe camminare per un miglio nelle loro scarpe.    

 

 

Fonte: Huffington Post

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

  |   Letto: 5814 volte
Pin it


Potrebbero interessarti anche....

La neurobiologia dell'attaccamento

In un articolo pubblicato sul British Journal of Psychotherapy si è cercato di promuovere un incontro tra il modello psicoanalitico della teoria dell'attaccamento con i modelli psicobiologici Comprendere la neurobiologia dell'attaccamento nasce dall'esigenza di ricercare un connubio tra disc...

La Sindrome da Alienazione Parentale

Bambino o arma? Le dinamiche psicologiche della sindrome da alienazione parentale: ansia narcisista, ansia borderline e ansia traumatica. La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS), un termine coniato da Richard A. Gardner negli anni '80, descrive una condizione – usualmente generata nel contesto di co...

Il modello del duplice controllo

Nel presente articolo si andrà ad esaminare il modello del duplice controllo che descrive in modo più accurato le componenti reattive del desiderio e le sottostanti forze motivazionali che lo innescano, in particolare nelle donne che si trovano in relazioni a lungo termine. La Dottoressa Rosema...

Col tempo… Si cambia!

Una ricerca ha dimostrato che, invecchiando, la nostra personalità cambia. È opinione comune che la vita, con le sue gioie ed i suoi dolori, ci porti a cambiare! Che sia in meglio, o in peggio, negli anni non resteremo mai la stessa persona! ...

Copyright © 2018 Psicologi Italiani. Tutti i diritti riservati. Psiconline srl. - P.IVA 01925060699 - web design - web agency -

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy. - ULTERIORI INFORMAZIONI

Cookie e relative funzionalità

A seconda dei singoli obiettivi, si utilizzano cookie differenti.
Di seguito viene fornito un elenco dei tipi di cookie più diffusi e degli scopi per cui vengono utilizzati.

Cookie di sessione
I cookie di sessione vengono archiviati temporaneamente nella memoria del computer durante l'esplorazione di un sito, ad esempio, per tenere traccia della lingua scelta. I cookie di sessione rimangono memorizzati nel computer per un breve periodo di tempo. Vengono infatti eliminati non appena l'utente chiude il browser Web.

Cookie permanenti o traccianti
I cookie permanenti salvano un file sul computer per un lungo periodo di tempo. Questo tipo di cookie possiede una data di scadenza. I cookie permanenti consentono ai siti Web di ricordare informazioni e impostazioni alle successive visite degli utenti, rendendo così l'esplorazione più pratica e rapida, poiché, ad esempio, non è più necessario effettuare l'accesso.
Alla data di scadenza, il cookie viene automaticamente eliminato quando si effettua il primo accesso al sito Web che lo ha creato.

Cookie di prime parti
Questi cookie vengono impostati dai siti Web stessi (con dominio uguale a quello indicato nella barra degli indirizzi del browser) e possono essere letti solo da tali siti. Vengono comunemente utilizzati per archiviare informazioni quali le preferenze, da utilizzare alle successive visite al sito.

Cookie di terze parti
Questi cookie vengono impostati da domini diversi da quello indicato nella barra degli indirizzi del browser, ovvero da organizzazioni che non corrispondono ai proprietari dei siti Web.
I cookie utilizzati, ad esempio, per raccogliere informazioni a fini pubblicitari e di personalizzazione dei contenuti, oltre che per elaborare statistiche Web, possono essere "cookie di terze parti".
I cookie di terze parti consentono di ottenere sondaggi più completi delle abitudini di esplorazione degli utenti e si ritiene che siano più sensibili dal punto di vista dell'integrità. Per questo motivo, la maggior parte dei browser Web permette di modificare le impostazioni in modo che tali cookie non vengano accettati.

Di seguito un elenco dei servizi utilizzati sul sito Psicologi Italiani che impostano cookie di terze parti:

Google Analytics (Google)
Google Anayltics è un servizio di analisi web fornito da Google, Inc. ("Google") che utilizza dei "cookie" mediante i quali raccoglie Dati Personali dell'Utente che vengono trasmessi a, e depositati presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizza queste informazioni allo scopo di tracciare e esaminare il vostro utilizzo del sito web, compilare report sulle attività del sito web per gli operatori del sito web e fornire altri servizi relativi alle attività del sito web e all'utilizzo di Internet. Google non associa l'indirizzo IP dell'utente a nessun altro dato posseduto da Google. L'eventuale rifiuto di utilizzare i cookies, selezionando l'impostazione appropriata sul vostro browser, può impedire di utilizzare tutte le funzionalità di questo sito web.

Social Widgets/Buttons
Servizi che consentono agli utenti di interagire con i social network direttamente all'interno di altri siti web.

Facebook social buttons/widgets (Facebook)
Servizio gestito da Facebook Inc. società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Facebook, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Facebook non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Facebook Inc. si prega di consultare il seguente link: www.facebook.com/privacy/explanation.php

Twitter social buttons/widgets (Twitter)
Servizio gestito da Twitter, società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Twitter, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Twitter non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Twitter si prega di consultare il seguente link: twitter.com/privacy

Gestione dei cookie

Poiché i cookie sono normali file di testo, è possibile accedervi utilizzando la maggior parte degli editor di testo o dei programmi di elaborazione testi. Per aprirli, è sufficiente fare clic su di essi. Di seguito è riportato un elenco di collegamenti che spiegano come visualizzare i cookie all'interno dei vari browser. Se il vostro browser non è presente, fate riferimento alle informazioni sui cookie fornite dal browser stesso. Se utilizzate un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Firefox
https://support.mozilla.org/en-US/kb/cookies-information-websites-store-on-your-computer

Chrome
https://support.google.com/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=95647&topic=14666&ctx=topic

Internet Explorer
http://windows.microsoft.com/en-US/internet-explorer/delete-manage-cookies

Safari
http://support.apple.com/kb/PH17191?viewlocale=it_IT

Disattivazione/attivazione o eliminazione dei cookie

I cookie possono essere limitati o bloccati mediante le impostazioni del browser.

Se preferite che i siti Web non memorizzino alcun cookie nel vostro computer, impostate il browser in modo da ricevere una notifica prima dell'archiviazione di ogni cookie. In alternativa, potete impostare il browser in modo che rifiuti tutti i cookie o solo i cookie di terze parti. Potete anche eliminare tutti i cookie già presenti nel sistema. È importante sottolineare che le impostazioni devono essere modificate separatamente in ogni browser e computer utilizzato.

Se impostate il blocco della memorizzazione dei cookie, Psicologi Italiani non può garantire un corretto funzionamento del sito Web. Alcune funzioni del sito potrebbero risultare non disponibili e potrebbe non essere più possibile visualizzare determinati siti Web. Inoltre, il blocco dei cookie non elimina la visualizzazione degli annunci pubblicitari. Semplicemente, questi non saranno più personalizzati in base ai vostri interessi e verranno riproposti con maggiore frequenza.

In ogni browser le impostazioni vengono modificate seguendo una diversa procedura. Se necessario, per definire impostazioni corrette utilizzate la funzione di Guida del browser.

Per disattivare i cookie su un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Informazioni più dettagliate relative ai cookie su Internet sono disponibili all'indirizzo http://www.aboutcookies.org/

Altri cookie/cookie imprevisti

Considerando il funzionamento di Internet e dei siti Web, non sempre siamo in grado di controllare i cookie che vengono memorizzati da terze parti attraverso il nostro sito Web. Questo vale soprattutto nei casi in cui la pagina Web contenga i cosiddetti elementi incorporati: testi, documenti, immagini o brevi filmati che sono archiviati altrove, ma vengono visualizzati nel o attraverso il nostro sito Web.
Di conseguenza, qualora nel sito Web venisse rilevato un cookie non imputabile ad uno dei servizi di terze parti elencato, vi preghiamo di comunicarcelo. In alternativa, potete contattare direttamente le terze parti interessate e chiedere informazioni sui cookie che inviano, a quali scopi, qual è la loro durata e come garantiscono la privacy degli utenti.