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Reattività neuronale e ipersessualità

L’utilizzo di materiale pornografico, il troppo sesso, la masturbazione e l’ipersessualità potrebbero essere paragonati alla dipendenza da alcool o cocaina?

Reattività neuronale ipersessualitàUn nuovo studio pubblicato sulla rivista Socioaffective Neuroscience & Psychology ha valutato la risposta del cervello agli stimoli sessuali in un gruppo di persone aventi problemi di controllo rispetto all'uso della pornografia on-line.

A tal proposito, la comunità scientifica sta manifestando diverso interesse e curiosità nel comprendere se il troppo sesso, desiderio sessuale, masturbazione o visione di materiale pornografico sia da considerare come una dipendenza al pari dell'alcol o della cocaina.

In realtà, una prima versione del nuovo manuale dei disturbi mentali (DSM-5) includeva una diagnosi di “ipersessualità”, ma questa diagnosi non è stata poi inclusa nella versione finale.

Uno strumento per studiare la dipendenza potrebbe essere quello di esaminare come il cervello risponde a certi stimoli o situazioni che elicitano processi cerebrali simili ad una dipendenza da sostanze.

È da poco tempo che l'approccio neuroscientifico si sta interessando allo studio dell'ipersessualità.

Alcuni medici descrivono infatti pazienti che riferiscono di avere problemi rispetto al proprio comportamento sessuale, come ad esempio la visualizzazione di film pornografici on line per molte ore al giorno ogni giorno, come se fossero sessualmente “dipendenti” o “ipersessuali”.

Il presente studio ha valutato se le persone che riferiscono di avere questi problemi presentino risposte cerebrali agli stimoli sessuali al pari di risposte cerebrali di soggetti tossicodipendenti rispetto all'utilizzo di una sostanza.

Studi sulla dipendenza da sostanze, come la cocaina, hanno mostrato un modello coerente di risposta nel cervello a immagini ritraenti l'utilizzo di droga; alla luce di ciò i ricercatori hanno ipotizzto che lo stesso modello possa presentarsi in persone che segnalano problemi con il sesso come se fosse, di fatto, una dipendenza.

È stato scoperto che la risposta del cervello alle immagini sessuali non era stata prevista da una delle tre diverse misure nel questionario indagante l'ipersessualità.

La risposta del cervello è stata prevista solo per la misura inerente al desiderio sessuale.

In altre parole, l'ipersessualità non sembra spiegare le differenze cerebrali nelle risposte sessuali se non per il fatto che questi soggetti presentano un desiderio sessuale molto elevato.

Questo potrebbe pertanto far supporre che la dipendenza da sesso sia in realtà un “mito”, e qualora questi risultati venissero replicati, rappresenterebbero una sfida importante per le teorie esistenti sulla dipendenza sessuale.

Il motivo per cui questi risultati rappresentano una sfida è legato al fatto che il cervello non sembra rispondere alle immagini sessuali come rispondono i tossicodipendenti alla propria sostanza.

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All'interno dello studio sono stati reclutati un gruppo di uomini e donne attratti dal sesso opposto, che riportavano di avere problemi di controllo  durante la visione di immagini sessuali; sono state successivamente mostrate loro delle fotografie e contemporaneamente venivano registrate le loro risposte cerebrali mediante elettroencelografia (EEG).

Queste fotografie sono state accuratamente selezionate tra un set di immagini aventi lo scopo di evocare sensazioni piacevoli o spiacevoli.

Alcune immagini includevano dei corpi smembrati, persone che preparavano del cibo, sciatori e infine sessuali.

Queste ultime includevano alcune immagini romantiche come accarezzare, baciare e svestirsi, mentre altre mostravano un rapporto esplicito tra un uomo e donna.

Oltre alla visione di immagini i partecipanti compilavano singolarmente 4 questionari: il Sexual History Form che consente di raccogliere informazioni generali demografiche e inerenti i comportamenti sessuali; il Sexual Desire Inventory che indaga e misura i livelli di desiderio sessuale; la Sexual Compulsivity Scale che misura i tratti compulsivi correlati a pensieri, preoccupazioni e comportamenti associati con l'attività sessuale; ed infine la Pornography Consumption Effects Scale, che valuta l'auto-percezione degli effetti dell'uso di pornografia sul proprio comportamento sessuale, attitudini e percezioni personali.

Gli studiosi hanno registrato la risposta del cervello a partire da 300millisecondi dopo che l'immagine è apparsa, meccanismo che viene comunemente chiamato “P300”.

Questo protocollo di base così come la misurazione sono stati utilizzati in centinaia di studi di neuroscienze a livello internazionale, compresi gli studi sulla dipendenza e l'impulsività, e sono state seguite le stesse norme per la raccolta e l'analisi di questi dati.

I ricercatori hanno ipotizzato che la risposta P300 alle immagini sessuali doveva essere predittiva del livello di desiderio sessuale di una persona, in quanto questo era già stato segnalato da altri scienziati.

È stato inoltre previsto che le misure dell'ipersessualità potevano relazionarsi positivamente o negativamente al P300; la direzione (positiva o negativa) dipenderebbe dal modello di ipersessualità presente nel soggetto (dipendenza o impulsività).

Ovviamente ci sono molti strumenti per misurare le risposte nel cervello; la Risonanza magnetica funzionale (fMRI) e l'elettroencefalogramma (EEG) sono molto comuni; le misure vengono scelte a seconda di ciò che si vuole studiare.

Mentre la risonanza magnetica funzionale (fMRI) è utilizzata per trovare dove qualcosa si verifica nel cervello, l'elettroencefalogramma (EEG) misura l'attività che si manifesta nel cervello.

Dall'analisi dei risultati è emerso che le misure di reattività neuronale agli stimoli sessuali e non sessuali visivi, non riescono a fornire un supporto per il modello patologico dell'ipersessualità, come misurato invece dai questionari.

Più nello specifico, le differenze di misurazione inerenti al P300 tra stimoli sessuali e neutrali erano previste per ciò che concerne il desiderio sessuale, ma non per le altre tre misure annesse all'ipersessualità.

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Se il desiderio sessuale prevede risposte neurali più forti agli stimoli sessuali, la gestione del desiderio sessuale, senza necessariamente includere le proposte concomitanti inerenti l'ipersessualità, potrebbe essere un metodo efficace per la riduzione delle sensazioni sessuali o comportamenti sessuali che arrecano malessere e disagio nei soggetti.

Rispetto agli studi precedenti, nessuno aveva ancora esaminato il cervello in azione dei “dipendenti sessuali”; alcuni gruppi di ricerca hanno incluso i “porno-dipendenti” negli studi di imaging cerebrale, ma nessuno di questi ricercatori hanno analizzato separatamente i “dipendenti sessuali”.

La scelta di utilizzare le immagini all'interno della ricerca, era motivata dal fatto che la visione di determinate immagini fornisce un “assaggio” della prima risposta del cervello ad un determinato stimolo, come ad esempio quello sessuale, senza permettere alla persona di mettere però in atto delle azioni dirette, come la masturbazione o scegliere una determinata immagine.

In studi simili sulle dipendenze, per esempio, ai cocainomani vengono mostrate foto di cocaina senza permettere loro ovviamente di poterla utilizzare.

L'obiettivo del presente studio è stato quindi quello di comprendere quali potevano essere le risposte neurali annesse all'ipersessualità in modo tale da ampliare la conoscenza rispetto ad una tematica spesso oggetto di dibattito da parte della comunità scientifica.

Se il modello che si sta attualmente utilizzando per strutturare i trattamenti è infatti sbagliato, bisogna trovare il modello giusto al fine di aiutare tutte quelle persone che sono alle prese con comportamenti sessuali disfunzionali e che possono rasentare una vera e propria dipendenza.

Tratto dalla rivista “ Socioaffective Neuroscience & Psychology “

Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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