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Rebound Dream: sognare ciò che si vuole sopprimere o dimenticare

Il Rebound Dream sottolinea che quando le persone cercano di sopprimere un pensiero, un'emozione o una memoria, la risposta immediata della mente è quella di spingerli nel subconscio. Ma invece di fare del bene, vi è una tendenza per questi pensieri a insinuarsi nelle nostre menti sotto forma di sogni, a volte peggiorando la situazione.

rebound dream emozioni sogniLa tua visione diventerà chiara solo quando guarderai nel tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna; chi guarda dentro, si sveglia.” Carl Gustave Jung.

Cosa succede quando tiriamo fuori i nostri pensieri? Cosa succede quando cerchiamo di allontanare lo stato emotivo negativo e andiamo avanti nelle nostre giornate senza dedicargli del tempo?

Nella letteratura, vi è una tensione tra modelli che enfatizzano un cambiamento personale concentrandosi su pensieri positivi e costruttivi per allontanare quelli negativi, e altri modelli che sottolineano quanto sia anche necessario impegnarsi nell'affrontare pensieri apparentemente negativi e spiacevoli per lo sviluppo personale.

Possiamo “sbarazzarci” dei pensieri? Cosa succede quando ci illudiamo di “gettar via” la “spazzatura mentale”?

Una cosa è smettere di impegnarsi in un masochismo futile o interrompere pensieri ossessivi. Un'altra cosa è cercare di ignorare parti importanti di sé, gioiose o malinconiche.

Come l'ecosistema globale, l'ecologia della psiche impone che non possiamo sbarazzarci delle cose. Spingiamo i sentimenti nell'inconscio, ma rimangono impliciti, producendo così un impatto sul nostro processo di veglia ed emergendo di sera.

Possiamo sopprimere, negare ed ignorare i nostri sogni, ma quando lo facciamo potremmo rischiare di perdere le esperienze necessarie e catalitiche fondamentali per lo sviluppo personale.

Puoi correre, ma non puoi nasconderti!

La ricerca recente (Malinkowski, 2015) ha confermato l'importanza del fenomeno conosciuto come Rebound Dream o “rimbalzo dei sogni”.

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Il Rebound Dream sottolinea che quando le persone cercano di sopprimere un pensiero, un'emozione o una memoria, la risposta immediata della mente è quella di spingerli nel subconscio.

Ma invece di fare del bene, vi è una tendenza per questi pensieri a insinuarsi nelle nostre menti sotto forma di sogni, a volte peggiorando la situazione.

Uno studio recente ha cercato di verificare l'esistenza di una differenza nel rebound dream per i soppressori delle emozioni positive rispetto a quelle negative, quanto questo influisce sulla qualità del sonno e quanto favorisce esperienze di depressione, ansia o stress.

All'interno dello studio, 62 partecipanti hanno partecipato allo studio. Il 70% del campione era costituito da donne, con una media di circa 27 anni, e sono stati reclutati attraverso le piattaforme di social media.

Hanno successivamente completato una batteria di questionari inerente a ciò che avevano sognato di recente. Tra le domande a cui hanno risposto vi era:

Pensando a questo sogno, quanto pensi possa essere collegato alle emozioni che hai vissuto nella vita da sveglio?”

Quale delle seguenti emozioni si collega al tuo sogno? ( felicità, tristezza, rabbia, paura, amore, ansia, senso di colpa, timore e lussuria)”

In che misura il tuo sogno si riferisce a ciò che hai vissuto (felicità/tristezza/rabbia/paura/amore/ansia/colpa/timore/lussuria)?”

Quando spesso sperimenti un sogno ricorrente? Un sogno ricorrente è un sogno che ripete lo stesso contenuto”

Quante volte vivi un sogno lucido? Un sogno lucido è un sogno in cui sei consapevole che stai sognando e puoi avere un certo controllo su ciò che accade nel sogno”

Quanto spesso fai incubi? L'incubo è un sogno molto spiacevole, spesso spaventoso, in cui l'emozione è così forte da svegliarti”

I soggetti hanno anche completato i seguenti strumenti di misura: White Bear Suppression Inventory, ossia un inventario in cui si valuta la tendenza a sopprimere pensieri o sperimentare pensieri intrusivi; il Pittsburgh Sleep Quality Index, ed infine il Depression Anxiety and Stress Scale.

Dall'analisi dei risultati è emerso che i partecipanti che sopprimevano i pensieri negativi tendevano ad esprimerli nei sogni. Sostenevano inoltre maggiori livelli di tristezza, rabbia, paura e ansia.

Non hanno riportato maggiori sentimenti di colpa, felicità, amore, timore o lussuria nei loro sogni.

Allo stesso modo, le persone i cui pensieri tendevano ad essere più invadenti quando erano svegli riferivano di rintracciare emozioni legate al sogno come tristezza, rabbia e ansia.

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Non è stata riscontrata un'associazione con la soppressione del pensiero o l'intrusione sulla frequenza dei sogni lucidi, sogni ricorrenti o incubi.

Inoltre, le persone con livelli più elevati di soppressione del pensiero ed intrusione del pensiero avevano una qualità del sonno peggiore, come evidenziato dalla presenza di difficoltà ad addormentarsi, disturbi del sonno, uso di farmaci per il sonno e stanchezza diurna.

Quelli con maggiori tendenze alla soppressione del pensiero e all'intrusione del pensiero avevano inoltre livelli più elevati di depressione, ansia e stress.

Nel complesso, i ricercatori hanno scoperto che vi era una maggiore tendenza a manifestare i pensieri negativi della veglia nei sogni, in particolare la tristezza, l'ansia, la rabbia e la paura.

Ciò fornisce la prova che il Rebound Dream è più forte per gli stati emotivi negativi che per gli stati emotivi positivi.

Gli stati emotivi positivi non venivano significativamente trasferiti nella vita del sogno. Inoltre, la soppressione dei sentimenti negativi di veglia era associata ad una qualità del sonno peggiore e correlata a depressione, ansia e stress.

Sarà utile verificare se questi risultati verranno replicati nelle ricerche future. In particolare, il senso di colpa esperito durante il giorno non era correlato con le esperienze oniriche.

Forse in un campione più ampio, la colpa sarebbe più evidente nei sogni.

Questa ricerca è interessante per diverse ragioni e informa il pensiero clinico. In primo luogo, suggerisce che gli sforzi terapeutici diretti verso l'interagire con i propri pensieri negativi in modo sano può avere effetti positivi sulla qualità del sonno e sulla salute mentale.

In qualità di psicologi e psicoterapeuti, questo è importante perchè sottolinea l'utilità potenziale di essere consapevoli delle emozioni negative che altrimenti si andrebbero a relegare nel subconscio, ma senza mai elaborarli realmente.

Secondariamente, ha implicazioni per migliorare direttamente la qualità del sonno.

Ad esempio, quando si discutono le abitudini del sonno con i clienti, si sentono spesso storie su come le persone non attendino altro che il momento in cui sono realmente esausti dalla giornata e per distrarsi utilizzano la televisione o altre attività che li portino a crollare.

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Alcune ore dopo, spesso si svegliano e hanno difficoltà ad addormentarsi di nuovo. Riferiscono sentimenti di ansia che vanno da vaghe preoccupazioni a riflessioni specifiche.

Questo fenomeno evidenzia così la relazione familiare tra soppressione diurna ed intrusione notturna.

Sarebbe quindi opportuno prendere in considerazione il fare delle riflessioni personali circa un'ora prima di andare a dormire, magari anche annotando i propri stati emotivi.

Mentre a volte questo viene chiamato “prescrizione dei sintomi”, in realtà è un'opportunità per sfogare le emozioni negative e fare piani per affrontare i problemi il giorno dopo, aprendo la strada ad un sonno ristoratore, nonché avere un'occasione per lavorare sull'auto-narrazione, costruendo un senso di continuità con il proprio Sè.

La ricerca futura sui sogni potrebbe esaminare se tali interventi riducono la presenza di emozioni negative nei sogni.

Questa ricerca suggerisce anche che la pratica di lavorare con i sogni nella vita di veglia può essere preziosa, sia per conto proprio che durante la terapia che include l'analisi dei sogni.

Se le emozioni importanti ma scomode vengono deviate nei sogni, l'attenzione terapeutica ai sogni può essere, come diceva Freud “la via regia verso l'inconscio”.

Le persone che non sopportano di discutere di emozioni spiacevoli durante la veglia possono tuttavia avere la possibilità di analizzarle per procura, sotto forma di analisi dei sogni.

La pratica della mindfulness, può anche essere utile per affrontare le emozioni negative in modo costruttivo, come antidoto e alternativa alla soppressione e all'intrusione.

Questa ricerca mette in rilievo le interconnessioni tra lo stile di coping diurno, la vita del sogno, la qualità del sonno ed il benessere.

Questi sono tutti elementi che convogliano nella cosiddetta cura di sé, la quale riflette la condizione del rapporto generale con noi stessi.

Per alcuni può essere utile affrontare le emozioni negative in modo diretto, sia attraverso l'apprendimento e sia coinvolgendo in modo diverso i pensieri intrusivi.

Per gli altri, i sentimenti negativi possono essere collegati a sentimenti opprimenti di angoscia e dolore, comprese esperienze traumatiche.

Il semplice tentativo di affrontarli senza ulteriore aiuto potrebbe essere controproducente e portare a ulteriori elusioni, in alcune circostanze.

Avvicinarsi alla emozioni negative con una prospettiva positiva, consente di evitare l'errore di vedere le esperienze emotive attraverso una lente, e trovare così il giusto equilibrio che consenta alle emozioni di sbloccarsi e fluire liberamente.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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