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Sex Offender: quando la molestatrice è donna

Secondo diverse ricerche anche le donne possono rientrare nella categoria delle Sex Offender: la molestatrice predisposta, la madre molestatrice, co-abuso ed il maltrattamento accompagnato.

sex offender quando la molestatrice è donnaI dati provenienti dalla Royal Commission dell'Institutional Responses to Child Sexual Abuse, hanno recentemente rivelato che, tra il 1950 ed il 2010, il 60% di tutti gli abusi sessuali su minori sono avvenuti in istituti ecclesiastici.

Le prove hanno dimostrato che, nelle istituzioni cattoliche, il 95% dei presunti colpevoli erano uomini; ciò significa che il restante 5% , (96 dei 1.880) accusati erano donne.

Questo potrebbe essere una sorpresa; vi è infatti un malinteso comune sul fatto che tutti gli autori di reati sessuali su minori siano uomini, ma esistono donne che commettono reati sessuali, sebbene differiscano da quelli maschili in diversi modi.

Quante donne abusano?

Uno studio svolto per il Ministero dell'Interno del Regno Unito nel 1998 ha indicato che meno del 5% dei reati sessuali su minori sono stati commessi da donne. Ciò è supportato dai dati provenienti dalla Royal Commission, così come la ricerca basata sui dati dei servizi correzionali in Australia.

L'autore del rapporto del Regno Unito ha riconosciuto che il numero potrebbe essere inferiore in realtà.

Tuttavia, uno studio del 2015, ha esaminato praticamente tutti i casi di abusi sessuali su minori segnalati ai servizi di protezione degli Stati uniti nel 2010.

Ha concluso che oltre il 20% dei casi di abusi sessuali su minori riguardava un perpetratore femminile primario – quindi le stime variano in modo significativo.

Perchè le donne abusano?

Vi sono alcuni importanti punti di differenza tra uomini e donne nel contesto degli abusi sessuali su minori. In generale, le donne tendono a molestare vittime più giovani e sono meno discriminanti rispetto al genere delle vittime.

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Ci sono un certo numero di teorie sul perchè le donne abusano sessualmente dei bambini. I ricercatori suggeriscono che alcune donne abusino delle proprie figlie a causa di tendenze narcisistiche.

In questi casi, il bisogno di ammirazione di una donna adulta ed un senso esagerato del Sè, ad esempio, portano alla gelosia verso la figlia che, automaticamente, viene punita.

Un numero significativo di donne che abusano sessualmente dei bambini rientrano nel “gruppo di insegnanti/amanti”.

Questo comprende donne di 30 anni che prediligono vittime maschili con un'età media di 12 anni.

Le donne potrebbero intendere la relazione come se fosse basata sull'amore e quindi non interpretarla come un abuso o non riconoscere la sua natura inappropriata.

Le donne in questo gruppo possono essere guidate da un bisogno di intimità al fine di compensare bisogni emotivi non soddisfatti da una relazione adulta.

Questo gruppo può includere le insegnanti di sesso femminile che divengono sessualmente coinvolte con gli alunni maschi. Sono investite dall'idea di una relazione, trovano i ragazzi adolescenti meno minacciosi rispetto agli uomini della loro età e hanno un maggior controllo sulla relazione.

È meno probabile che segnalino un grave maltrattamento sui minori; invece, i loro comportamenti sessuali abusanti spesso derivano da una relazione disfunzionale con l'adulto e da deficit di attaccamento.

La ricerca ha inoltre indicato che le molestatrici sessuali di questo gruppo mostrano psicopatologie significative, come disturbo da stress post-traumatico e depressione.

Queste donne denunciano gravi abusi fisici e sessuali da parte dei caregiver e sono spesso motivate dal potere; in tal senso ricreano la condizione traumatica infantile, questa volta vestendo i panni dell'aggressore.

Un'altra categoria è stata definita come “molestatrice predisposta”. Le donne di questo gruppo spesso hanno subito abusi e possono presentare una personalità dipendente.

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Una categoria simile è quella della “madre molestatrice”, e può comprendere una percentuale significativa di molestatori sessuali di minori.

La ricerca ha regolarmente indicato che le donne hanno 4,5 volte più probabilità di molestare il proprio bambino biologico, così come altri bambini affidati alle loro cure.

Vi è un altro gruppo di donne che danneggia i propri figli. Queste sono solitamente donne passive che instaurano relazioni con uomini abusanti per i quali farebbero qualsiasi cosa al fine di vedere il proprio uomo felice.

Potrebbero pensare che il co-abuso in realtà renda la coppia più forte.

Le donne che partecipano passivamente non si impegnano in un contatto sessuale diretto, ma possono osservare gli abusi senza intervenire, procurare delle vittime o esporre i bambini alla pornografia o all'interazione sessuale.

Recentemente, sono state sviluppate tipologie più ampie di reati sessuali femminili per riassumere queste caratteristiche. La maggior parte delle tipologie differenzia le donne molestatrici in base alla presenza di un co-abusante, all'età della vittima e alla motivazione del reato.

Le donne che si alleano con un maschio abusante, per ciò che viene definito come “maltrattamento accompagnato” sono state descritte come emotivamente dipendenti, socialmente isolate e dalla scarsa autostima.

Questi individui sono ulteriormente differenziati in base all'uso della coercizione da parte del complice. Le molestatrice sessuali costrette a commettere reati sessuali sono motivate dalla paura e dalla dipendenza dal co-autore.

Queste donne riportano una storia di abuso sessuale e fisico infantile.

Le molestatrici femminili che accompagnano un co-abusante di sesso maschile e svolgono un ruolo attivo nell'abuso, hanno inoltre dimostrato di essere motivate dalla gelosia e dalla rabbia.

Quelle che non sono costrette a subire una relazione di tipo abusante, possono comunque abusare sessualmente dei propri figli per rabbia o gelosia.

Un altro gruppo comprende le “sex-offenders omosessuali”, che possono avere una motivazione completamente diversa. Molti dei reati includono forzare i comportamenti, come forzare le ragazze a prostituirsi.

Qui la motivazione potrebbe essere più economica che strettamente correlata alla natura sessuale.

Le molestatrici sessuali di minori sono un gruppo eterogeneo e mentre per alcuni l'abuso sessuale dei bambini è guidato puramente dal punto di vista finanziario, altre donne si impegnano invece in dinamiche di reale abuso.

Un esempio potrebbe essere il famigerato caso britannico di Marie Black, che è stata incarcerata nel 2015 per 23 reati tra cui stupro, cospirazione, e incitazione verso il bambino nell'impegnarsi in attività sessuali.

Le sue vittime erano cinque bambini piccoli: due maschi e tre femmine; i suoi crimini includevano portarli a festini a tema sessuale, fargli assumere sostanze per essere abusati da parte di altri.

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Un punto chiave di differenza tra gli abusanti sessuali maschili e femminili di bambini riguarda il rapporto di potere con le loro vittime.

I crimini sessuali perpetrati dagli uomini sono considerati crimini di potere sulla vittima. Ma mentre il crimine sessuale femminile può essere guidato dal controllo, il bisogno di intimità sembra giocare un ruolo più importante della dominazione.

Da un punto di vista statistico, le ricerche indicano che il 90/95% di tutti gli abusi sessuali non vengono segnalati, ed il numero è probabilmente ancora più alto per gli abusi sessuali perpetrati dalle donne.

Le prove non indicano necessariamente che gli abusi sessuali su minori da parte delle donne siano in aumento, ma potrebbe indicare che - a causa dell'aumentata attenzione dei media - più bambini si sentono a proprio agio a parlare senza timore di essere stigmatizzati.

L'attuale comprensione delle donne che abusano sessualmente di bambini è fondata su ricerche molto limitate.

Pertanto, bisogna (ri)costruire le basi ideologiche sui criminali sessuali dei bambini includendo la donna come un sottogruppo distinto al fine di strutturare ricerche più specifiche e comprendere al meglio le cause alla base di questi reati.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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