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Sexting: un nuovo modo di vivere il sesso

Quando si parla di Sexting si fa riferimento all'invio o ricezione di foto o contenuti di natura sessuale tramite messaggi di testo o e-mail.

sexting sesso adolescenti psicologiIntraprendere comportamenti di “Sexting” è un'attività pericolosa per gli adolescenti.

Può avere effetti collaterali e conseguenze di lunga durata; nuove ricerche dimostrano che circa il 20-30% degli adolescenti hanno inviato/ricevuto il cosiddetto “Sext”.

Quando si parla di Sexting, si fa riferimento all'invio o ricezione di foto o messaggi di natura sessuale tramite messaggi di testo o e-mail.

Secondo la ricerca, gli adolescenti che fanno sexting o si propongono di inviare foto sessualmente suggestive hanno maggiori probabili di intraprendere rapporti sessuali con i loro coetanei.

Nonostante il termine “Sext” è già in uso sin dal 2005, l'idea di poter scambiare o registrare materiale e contenuti sessuali non è un concetto nuovo.

Storicamente i contenuti sessuali venivano distribuiti attraverso i disegni, le fotografie ed i video; poi è arrivato internet il quale, attraverso la messa a disposizione di dispositivi elettronici e di canali social, ha cambiato lo scenario degli scambi sessuali.

Questi progressi tecnologici moderni hanno reso gli scambi sessuali molto più semplici e più potenti di prima in quanto, con un semplice clic, un'immagine può essere distribuita a molte persone in modo istantaneo, e una volta entrata nel circolo della rete, non si ha più un reale possesso su di essa.

Recentemente, la letteratura si è interessata a questo nuovo fenomeno focalizzandosi soprattutto sui giovani adolescenti; il primo studio è stato condotto dal Dipartimento di Psicologia dell'Università dello Utah.

I ricercatori hanno esaminato 606 ragazzi con età compresa tra i 14 ed i 18 anni e hanno compreso che circa il 20% di essi ha affermato di aver inviato un'immagine sessuale ritraente sè stessi tramite il cellulare.

Circa il doppio degli adolescenti ha inoltre confermato di aver ricevuto un Sext. Per finire, di questi ultimi, ben oltre il 25% ha riferito di averlo trasmesso a qualcuno, ossia di averlo condiviso tali foto con i loro amici.

Purtroppo, un terzo degli adolescenti ha dichiarato di non essere al corrente delle conseguenze legali delle proprie azioni, e questo li portava automaticamente ad inquadrare quel comportamento come accettabile e scevro da conseguenze gravi o negative.

Avevano, in tal senso, giustificato il loro comportamento al punto da non considerarlo sbagliato, e “questo è spaventoso”, afferma la Dottoressa Raychelle Cassada Lohmann, docente presso la North Carolina University.

Il secondo studio è stato pubblicato dai ricercatori della Medical Branch, Università del Texas; all'interno di questo, gli autori hanno evidenziato che gli adolescenti che si impegnano in comportamenti di Sexting, possono avere maggiori probabilità di impegnarsi in comportamenti sessuali.

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Alcuni dei risultati hanno evidenziato che: il 28% degli adolescenti ha ammesso di aver inviato un sext; il 76,2% degli adolescenti a cui è stata proposta un'attività sessuale ha ammesso di averla intrapresa; le ragazze sono state invitate ad inviare un Sext (68%) più spesso dei ragazzi (42%); l'età massima del sexting è stata di circa 16-17 anni di età; questo comportamento sembra diminuire negli individui con età superiore ai 18 anni.

Perchè lo fanno? I motivi possono essere diversi.

Possono essere curiosi, in quanto il sesso crea quella curiosità che porta all'esplorazione e alla sperimentazione, specialmente negli adolescenti. Questa non è una cosa nuova, ma anzi è completamente normale.

Gli adolescenti possono essere curiosi della nudità dell'altro, tanto da incitarne un comportamento che possa evidenziarla.

Possono essere pressati, nel senso che la pressione esercitata dai pari nell'intraprendere un comportamento sessuale si pone come motivazione per fare richieste sessualmente esplicite come l'inviare una foto.

Se si entra per un attimo nella mente di un adolescente, qualora gli amici facenti parte del gruppo, hanno tutti immagini sessuali di ragazze sui loro cellulari, si può avvertire una certa pressione nel ricercare quel comportamento, al fine di rinforzare il senso di appartenenza e non sentirsi diverso, soprattutto se il resto del gruppo non fa altro che sottolineare l'assenza di questo aspetto.

Sul lato opposto, se l'adolescente è femmina e nota che tutte le amiche inviano foto sessualmente esplicite ai propri fidanzati, possono sentire di dover fare altrettanto.

In alternativa possono farlo per amore; l'amore adolescenziale è quello che porta a pensare che quel fidanzato/a sarà l'unico; ci si convince che quella persona è destinata ad essere l'amore per l'eternità.

Per gli adolescenti che hanno bisogno di questo tipo di attenzione o che hanno un profondo bisogno di amore e accettazione, possono dare o fare qualsiasi cosa pur di mantenere quella relazione.

In alternativa, potrebbero invece non pensare alle conseguenze di quel gesto; vi è una parte del cervello chiamata corteccia prefrontale che è responsabile per la risoluzione dei problemi, il controllo dell'impulso e la presa di decisioni.

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Purtroppo, negli adolescenti, questa zona del cervello non è completamente sviluppata, in quanto non matura completamente fino ai venti anni.

Quindi, mentre questo processo si distribuisce lungo la crescita, esistono delle motivazioni fisiologiche tale per cui gli adolescenti pensano di essere invincibili.

A questo punto è bene delineare quali potrebbero essere le conseguenze emotive e legali.

Nel primo caso, il sexting può diventare pericoloso soprattutto se “approda” nelle mani sbagliate.

Gli adolescenti, come detto, hanno una capacità unica di sentirsi invincibili, quindi, anche se capiranno che tale comportamento è sbagliato, credono comunque di riuscire a gestirlo.

Un'altra trappola emotiva è che il sexting può portare a bullismo per quell'adolescente le cui foto sono state sollecitate da altri.

Questo crea un mondo che spaventa l'adolescente, in quanto sa di essere sotto “scacco”.

Spesso non riescono a chiedere aiuto per paura dell'imbarazzo o di deludere qualcuno, per la paura di peggiorare le cose o di mettersi realmente nei guai.

Per molti ragazzi questa trappola, con il passare del tempo, appare senza uscita.

Inoltre, il sexting può compromettere la reputazione. Non solo la reputazione sociale ma soprattutto quella digitale che, per i giovani di oggi, sembra essere diventata la cosa più importante da proteggere e tutelare.

Una volta che una foto è online, non vi è più modo di sapere quante persone la hanno salvata, condivisa e via dicendo; la foto potrebbe quindi ri-emergere anche dopo anni che è stata inviata.

Inoltre, rispetto al mondo del lavoro, anche i manager o i datori di lavoro selezionano i propri futuri ed eventuali dipendenti cercando informazioni online su di loro.

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Quello che trovano in rete può quindi influenzare il processo decisionale sul futuro lavorativo della persona.

Dal punto di vista legale, le leggi sono in ritardo rispetto alla tecnologia; ma, in America, nel 2011, circa 21 Stati hanno approvato una legislazione in materia di Sexting, prendendo in considerazione multe o risoluzioni mirate verso un fenomeno che sfugge al controllo personale.

Per quanto concerne gli aspetti genitoriali, è importante che i genitori trascorrano tempo a parlare con i propri figli di sesso. I giovani devono sapere che è bene avere desideri e sentimenti.

Bisogna quindi aprirsi a discorsi di questo tipo, invitando il giovane a delle riflessioni circa le conseguenze di determinate azioni.

È importante discutere le conseguenze di un comportamento sessuale come le gravidanze indesiderate, l'importanza dei contraccettivi per le malattie sessualmente trasmissibili e via dicendo.

Non bisogna trattare il sesso come un argomento tabù nella propria famiglia, piuttosto, è bene creare un ambiente sicuro per consentire all'adolescente di fare domande e avere un dialogo aperto.

Volendo concludere, è quindi importante che i genitori sappiano come il proprio figlio utilizza la tecnologia, in quanto la facilità di accedere ad una rete ed un dispositivo connesso a internet può determinare, molto più facilmente di quanto si pensi, la messa in atto di comportamenti rischiosi.

 

Tratto da “PsychologyToday”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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