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Sogni e incubi nei bambini

Gli studi indaganti gli incubi e i brutti sogni hanno mostrato che la frequenza di questi è elevata nell'età compresa tra i 5 e i 10 anni, e sarebbe correlata ad altri disturbi del sonno, ansia di tratto, problemi emotivi e comportamentali negli anni successivi.

Sogni incubi bambiniSecondo un sondaggio dell'American Psychiatric Association, più del 50% dei bambini con età compresa tra i 3 e i 6 anni, e il 20% tra i 6 e i 12 anni riporta di avere esperienza di frequenti incubi notturni.

Fisher et al., hanno riferito che la persistenza di incubi durante l'età prescolare e scolare è spesso associata con esperienze psicotiche intorno all'età di 12 anni.

Questa associazione si manifesterebbe a prescindere dalle avversità familiari, dai problemi emotivi o comportamentali, dal quoziente intellettivo e dai potenziali problemi neurologici.

Sogni brutti e incubi notturni tendono a persistere in alcuni bambini; Simard e colleghi hanno sottolineato che secondo i racconti delle madri sui brutti sogni dei propri figli, la prevalenza della frequenza di tali sogni è compresa tra l'1,3% e il 3,9%.

La probabilità di “soffrire” di incubi notturni tra i 5 e i 6 anni sarebbe correlata alla presenza del primo incubo intorno ai due anni e mezzo; gli studi indaganti gli incubi e i brutti sogni hanno mostrato che la frequenza di questi è elevata nell'età compresa tra i 5 e i 10 anni, e sarebbe correlata ad altri disturbi del sonno, ansia di tratto, problemi emotivi e comportamentali negli anni successivi.

Nonostante l'enorme prevalenza di brutti sogni e incubi nei bambini, e la documentata associazione tra questi incubi angoscianti e problemi di salute fisica e mentale successivamente, attualmente vi sono pochi finanziamenti per la ricerca del sogno o del sonno nei bambini.

Non vi sono infatti studi longitudinali sul sonno e i suoi processi, o sulla formazione degli incubi e come questi si mantengono nei bambini.

L'ultimo studio longitudinale nei bambini di questo tipo risale agli anni '80 per l'Europa e tra il 1970-'80 in America.

Nessuno dei due studi ha però cercato di indagare i meccanismi sottostanti gli incubi o la presenza di brutti sogni nei bambini.

Gli studi condotti successivamente da Fisher et al., hanno invece delineato una correlazione tra incubi persistenti nella prima infanzia e successive esperienze psicotiche durante la crescita.

Relazioni simili sono state riscontrate tra gli incubi ricorrenti negli adulti e una serie di disturbi neuropsichiatrici; pertanto potrebbe esistere una potente relazione causale tra gli incubi e i disturbi psichiatrici.

La visione comune è che gli incubi derivino da traumi emotivi e i traumi emotivi determinerebbero l'insorgenza di disturbi psichiatrici.

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È anche vero però che molte persone sperimentano un trauma emotivo intenso o grave, ma grazie alla loro capacità di resilienza, non sviluppano mai un disturbo psichiatrico.

Rispetto ai bambini, i ricercatori riferiscono che nessuno li ascolta quando vogliono parlare dei loro sogni.

Purtroppo, la vita lavorativa spesso frenetica, così come un disinteresse culturale rispetto ai sogni in generale, determina nei genitori una scarsa attenzione rispetto alla vita onirica dei figli.

A tal proposito i ricercatori ritengono che vi siano dei motivi validi tali per cui i genitori potrebbero ritagliarsi del tempo per ascoltare con attenzione le esperienze oniriche notturne dei propri figli.

Sognare è innanzitutto un'attività appartenente all'esperienza umana; gli scienziati hanno dimostrato che tutti i mammiferi sognano, e che da bambini questa attività può risultare più intensa rispetto alletà adulta.

A tal proposito, il neuroscienziato J.Allan Hobson ha calcolato che all'età di 70 anni la maggior parte degli adulti avrà vissuto circa 6 anni della propria vita sognando; pertanto questa si pone come una parte significativa della nostra vita che non può essere ignorata.

Secondariamente i sogni possono essere divertenti; i bambini possono sognare regolarmente cose che amano, come ad esempio amici, familiari, animali domestici o personaggi dei cartoni animati, ma possono anche esperire nel sogno le proprie angosce e paure, pertanto risulta utile ascoltarli quando vogliono raccontare i propri sogni.

Alcuni bambini possono inoltre esperire sogni spirituali: come ha osservato lo psicoanalista Carl Gustave Jung molti sogni che si verificano durante l'infanzia possono essere spiritualmente significativi.

Ricerche recenti dimostrano che il contenuto ripetitivo e costante di un sogno ricorrente è altamente significativo, in quanto può modellare i loro pensieri e le loro azioni.

Gli incubi sono spesso spaventosi, e nonostante questi possano costituire una componente normale del sonno infantile, i bambini avranno bisogno di dare un senso a essi e pertanto necessitano di un ascolto attivo da parte del genitore.

Spesso, in queste circostanze, i genitori asseriscono semplicemente che il mostro visto nel sogno non è reale, ma sarebbe auspicabile che essi chiedano al bambino di provare a disegnare le immagini cercando di creare un finale felice.

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I bambini cercano spesso la condivisione con i genitori rispetto ai propri sogni; proprio come i bambini sono spesso ansiosi di esprimere i propri pensieri, sentimenti o ciò che hanno fatto quando sono svegli, allo stesso modo sono spesso desiderosi di raccontare quello che hanno fatto o visto nel sogno.

Ascoltarli significherà molto per loro e questo può contribuire a rinforzare il legame affettivo, nonché la sensazione di potersi affidare a voi divenendo così un punto di riferimento.

Naturalmente, è importante non fare pressione sul bambino per condividere il sogno se non ne hanno voglia in quel momento, o se non riescono a ricordarlo facilmente.

Allo stesso modo è comune respingere involontariamente il sogno di un bambino, commentando superficialmente con “è solo immaginazione”.

Ritagliarsi del tempo per esplorare i loro sogni, sarà solo un privilegio e un accesso ad una parte importante e spesso invisibile della loro vita.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

 

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