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Stress e dipendenza

Lo stress è un fattore di rischio fondamentale nell'iniziazione, mantenimento, recidiva e fallimento terapeutico nel contesto delle dipendenza.

stress dipendenzaGli eventi di vita stressanti combinati con le scarse abilità di coping possono influenzare il rischio di dipendenza aumentando la risposta impulsiva e l'auto-medicazione.

Anche se potrebbe non essere possibile eliminare lo stress, è importante però trovare dei modi funzionali per gestirlo.

Lo stress si riferisce normalmente ad avversità o difficoltà come l'essere poveri o afflitti, sofferenti.

Da un punto di vista biologico, gli eventi stressanti causano un aumento dei livelli ematici di ormoni dello stress, come il cortisolo.

La cosidetta “lotta-fuga” è la risposta cerebrale normale allo stress, nel senso che tutto il sangue confluisce nei muscoli in modo tale da essere pronti all'azione.

È però importante distinguere uno stress cronico da uno normale; stressor moderati e con durata limitata sono percepiti come 'piacevoli'; alcuni individui cercano situazioni “stressanti”, intese come esperienze nuove o altamente stimolanti, le quali promuovono il rilascio degli ormoni dello stress.

Tuttavia, stressor intensi, imprevedibili e prolungati come il conflitto interpersonale, un lutto, la disoccupazione e via dicendo, producono un senso di impotenza appresa e sintomi simili a quelli depressivi.

Lo stress cronico aumenta infatti il rischio di sviluppare la depressione, influenza, tensione muscolare, bruxismo, dolori alle spalle, al collo, emicrania e via dicendo.

Il trauma nella prima infanzia è un fattore chiave che predispone le persone più vulnerabili a sviluppare problematiche di questo tipo durante la vita adulta; il legame tra le avversità precoci ed i problemi successivi avviene tramite ciò che alcuni autori definiscono come “epigenetica sociale”.

Alti livelli di stress riscontrati nella vita precoce possono causare la metilazione di geni chiave che controllano il sistema dello stress. In tal senso, le avversità precoci alterano i nostri processi genetici.

Quando questo accade, il nostro corpo e sistema fisiologico vivono un costante stato di emergenza.

Il posto di lavoro è un altro contesto che fornisce un'esposizione quasi ordinaria allo stress cronico; lo stress sul lavoro può includere fattori quali le esigenze lavorative, la capacità di avere il controllo sulle decisioni e il grado di sostegno sociale all'interno di esso.

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Le persone in posti di lavoro in cui non percepiscono se stessi come aventi un determinato controllo sono maggiormente suscettibili a sviluppare l'ansia e la depressione clinica, così come condizioni mediche correlate allo stress come le ulcere e il diabete.

L'evento o la circostanza stressante, presi singolarmente, non sono così dannosi. Ciò che conta è come la persona valuta lo stress e come si relaziona con esso.

Pertanto, quello che è importante è il significato che l'evento o la circostanza ha per l'individuo.

C'è una prova solida per il collegamento tra lo stress cronico e la motivazione sottostante l'abuso di sostanze.

Per esempio, la ricerca ha dimostrato che esperienze avverse durante l'infanzia come l'abuso fisico e sessuale, negligenza, violenza domestica e disfunzioni familiari sono associate ad un aumento del rischio di dipendenza.

Le persone con un matrimonio infelice, insoddisfazione per il lavoro e via dicendo, riportano anche un aumento dei tassi di dipendenza.

L'esperienza di un'adozione negativa durante l'infanzia e l'adolescenza, aumenta indirettamente il rischio di dipendenza attraverso una diminuzione della capacità di auto-controllarsi.

I giovani adulti a rischio per l'abuso di sostanze sono infatti noti per avere un minor auto-controllo, e soprattutto un'incapacità a gestire e controllare le proprie emozioni.

Il loro comportamento dipendente è il risultato dello loro esperienze e degli ambienti in cui sono cresciuti.

Maggiore è il numero di stress a cui un individuo è esposto, maggiore è la possibilità successiva di dipendenza.

L'economista Deaton ha osservato che gli americani bianchi meno istruiti che lottano nel mercato del lavoro in età adulta, potrebbero presentare uno “svantaggio cumulativo” nel tempo con problemi sanitari e personali che spesso portano ad un'overdose di farmaci, malattie al fegato legate all'alcool e suicidio.

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Una spiegazione per il forte legame tra lo stress e la dipendenza è la cosiddetta teoria dell'auto-medicazione,che suggerisce che la persona può utilizzare delle sostanze per far fronte a tensioni associate allo stress di vita, o per alleviare i sintomi di ansia e depressione derivanti da un evento traumatico.

Pertanto, l'uso della droga funziona come mezzo per regolare, influenzare e lenire lo stress psicologico.

Uno stress emotivo elevato è infatti associato alla perdita di controllo sugli impulsi e sull'incapacità a ritardare la gratificazione.

Inoltre, lo stress cronico diminuisce il volume della materia grigia nella regione del cervello associata al controllo cognitivo e alla regolazione dello stress.

La parte della corteccia prefrontale che è coinvolta nella cognizione deliberativa è interrotta dallo stress; il cervello stressato perde cosi la capacità di essere riflessivo.

Le persone stressate sono perciò inclini a seguire impulsi, quali il fumare, eccedere, bere, abusare di farmaci prescritti o sostanze in generale, come modalità per affrontare lo stress quotidiano.

In sintesi, gli eventi di vita più stressanti e un'incapacità nel ricorrere a strategie di coping funzionali potrebbero influenzare il rischio di sviluppare una dipendenza.

Ciò spiega l'importanza di comprendere meglio come funziona lo stress e lo sviluppo delle competenze nel trattamento delle dipendenze.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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