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Un'analisi psico-sociologica dei gruppi radicali

Nonostante le minori risorse e gli eserciti più piccoli, i gruppi radicali hanno spesso sconfitto rivali più grandi e meglio organizzati. La volontà di morire in combattimenti o attacchi pericolosi sembra essere la “chiave di volta” nel trionfo di organizzazioni radicali come l'omonimo stato islamico meglio conosciuto con l'acronimo ISIS.

un analisi psico sociologica dei gruppi radicaliCapire come e perché alcune persone diventano sufficientemente radicalizzate tanto da voler morire per una causa è la chiave per prevenire la radicalizzazione e salvare vite umane.

Teorie e risultati di ricerche empiriche nel campo della psicologia sociale hanno preso in considerazione in modo prominente la dottrina accademica e le formulazioni sulla radicalizzazione.

La psicologia sociale è una sotto-disciplina della psicologia che riguarda principalmente le relazioni, le influenze e le transazioni tra le persone, e in particolare il comportamento di gruppo.

Gordon Allport, uno dei suoi primi pionieri, definì la psicologia sociale come “un tentativo di comprendere e spigare come il pensiero, il sentimento e il comportamento degli individui siano influenzati dalla presenza reale, immaginata o implicita degli altri”.

In tal senso, la psicologia sociale porta ad uno studio della radicalizzazione concentrandosi su una profonda e longeva attenzione al conflitto intergruppo e alla dinamica sottostante.

Poiché l'estremismo violento è molto spesso un fenomeno legato al gruppo, le dinamiche di gruppo potrebbero aiutare a comprendere il comportamento dei gruppi terroristici.

Dalla psicologia sociale si possono mutuare alcune lezioni chiave che verranno di seguito elencate.

Primariamente, i contesti di gruppo favoriscono una maggiore “coltura” di atteggiamenti estremi; le opinioni e gli atteggiamenti individuali tendono a diventare più estremi in un contesto di gruppo, fenomeno spesso definito come “polarizzazione di gruppo”.

Il processo decisionale di gruppo è spesso più parziale e meno razionale rispetto al processo decisionale individuale; il fenomeno, comunemente definito “pensiero di gruppo”, è un momento in cui i membri del gruppo tentano di raggiungere un accordo, fino al punto in cui il bisogno di consenso prevale sull'obiettivo di prendere la decisione più appropriata.

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Le percezioni di gruppo sono inoltre 'colorate' dall'appartenenza al gruppo, spesso definita “in-group/out-group”: le persone tendono a identificare e classificare in modo più positivo i comportamenti dei membri di un gruppo e a fare attribuzioni più positive su di loro. Coloro che non fanno parte del gruppo (out-group) sono identificati come aventi più tratti e comportamenti negativi.

Gli individui inoltre si sentono meno responsabili per le azioni “di gruppo”; gli individui possono sentirsi meno personalmente responsabili, diffondendo la responsabilità sull'intero gruppo. Se un individuo agisce violentemente nel contesto o nel nome del gruppo, la sola presenza del gruppo può diminuire la percezione del comportamento violento.

I gruppi hanno inoltre norme e regole interne che controllano il comportamento dei membri; hanno aspettative implicite ed esplicite su cosa pensano i singoli membri e come si comportano, e sfruttano la pressione sociale di queste aspettative per convincere i membri a conformarsi.

Quando i gruppi sono più coesi, più isolati, o invocano alti costi per il dissenso, la conformità dei gruppi è ancora più forte e anche le condizioni per la conformità/obbedienza sono elevate.

Per oltre due decenni, il professor Clark McCauley è stato una delle voci più coerenti della psicologia sociale nel campo degli studi sul terrorismo. Più recentemente, insieme a Sophia Moskalenko, filosofa e psicologa hanno delineato diversi “meccanismi” chiave della radicalizzazione politica, basandosi principalmente su un'analisi psicologica sociale.

Propongono una serie di meccanismi attraverso i quali gruppi possono radicalizzarsi.

  • spostamento di opinioni da ristrette a estreme – polarizzazione di gruppo: una dinamica basata sul principio psicologico sociale della polarizzazione di gruppo, secondo cui le opinioni “medie” del gruppo tendono a diventare più estreme al fine di negoziare il consenso;

  • Il potere sociale dei gruppi isolati - il Moltiplicatore: una dinamica basata su numerosi studi di psicologia sociale che dimostrano che quando i gruppi sono isolati e vivono condizioni di minaccia, i loro livelli di coesione e interdipendenza percepita aumenta, il che aumenta anche la conformità dei membri;

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  • radicalizzazione di gruppo in competizione per la stessa base di supporto - Outbidding: una dinamica basata sulla competizione tra gruppi, in cui i gruppi che sono più radicali o più estremi possono essere percepiti come più impegnati o devoti, il che può renderli più attraenti per i potenziali membri o sostenitori;

  • radicalizzazione degli attivisti in competizione con il potere dello stato - Condensazione: una dinamica in base alla quale le pressioni e le avversità dell'opposizione di stato ad un gruppo radicale fanno perdere i membri meno impegnati, con solo i rimanenti più attivi. Il radicalismo e l'impegno tra i restanti membri tendono a intensificarsi;

  • radicalizzazione di gruppo per la competizione all'interno del gruppo – Fissione: una dinamica basata sull'osservazione che le tensioni di divisione spesso causano lo sviluppo di fazioni all'interno di gruppi basati su ideologie. A volte queste fazioni si evolvono in gruppi di “scheggia” che competono e talvolta combattono l'uno con l'altro in un'escalation estrema.

In sintesi, secondo la psicologia sociale, nello studio dei processi di radicalizzazione, è imprescindibile la considerazione dei suddetti fattori.

L'attore devoto e la volontà di morire

Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista “Nature Human Behaviour”, i fattori della personalità individuale e della salute mentale svolgono ruoli critici nella motivazione e nella volontà di morire per una causa.

Il presente studio ha incluso un lavoro etnografico sul campo con persone che hanno combattuto contro l'ISIS, inclusi membri del Partito dei lavoratori del Kurdistan.

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I ricercatori hanno anche intervistato combattenti dell'ISIS che erano stati catturati e condotto sondaggi online su oltre 6.000 civili spagnoli.

Sulla base dei dati raccolti, i ricercatori hanno costruito un quadro definito come “l'attore devoto”. Definiscono un attore devoto come una persona che detiene determinati valori e ha fuso la propria identità con quella di un gruppo.

Questi fattori aumentano la volontà di una persona di sacrificarsi per una causa o di rischiare la propria vita combattendo per conto di altri sostenitori della causa.

Lo studio ha identificato tre componenti chiave della radicalizzazione:

  • un impegno per valori sacri non negoziabili: le persone con questo impegno non sono disposte a scendere a compromessi e non cercheranno conforto materiale se ciò significa compromettere i loro valori;

  • disponibilità a rinunciare alla famiglia per i valori sacri: la maggior parte dei civili coinvolti nel sondaggio valutava le loro famiglie come più importanti dei lori valori fondamentali. Le persone radicalizzate, al contrario, tendevano a dare priorità ai valori sacri rispetto alle loro famiglie.

  • Forte identificazione con un gruppo: le persone che sono radicalizzate spesso collegano il loro senso di identità alla loro appartenenza al gruppo.

Alcuni analisti hanno suggerito che la volontà di partecipare ad azioni radicali sia il prodotto di un calcolo costi-benefici. In questo quadro, le persone diventano radicalizzate quando hanno poco da perdere e molto da guadagnare.

Il presente studio mina alla base questa comprensione della radicalizzazione, suggerendo invece che le persone che sono suscettibili alla radicalizzazione si preoccupano meno dei benefici materiali di quanto non facciano sui valori sacri.

Peshmerga è un gruppo radicalizzato che combatte l'ISIS. In un aneddoto che coinvolge un combattente Peshmerga, un soldato ha dovuto decidere se salvare sua moglie dell'ISIS o fuggire e combattere.

Il soldato era sconvolto durante la telefonata con sua moglie, mostrando il legame emotivo che aveva con lei, ma decise di continuare a combattere.

Ha spiegato ai ricercatori che combattere per salvare il Kurdistan era più importante, e credeva che Dio avrebbe saltato sua moglie.

Questo aneddoto, in linea con quanto esposto precedentemente, suggerisce quindi che la radicalizzazione non elimina l'amore familiare, ma induce alcune persone a dare priorità ad altri valori, perché facenti parte di un gruppo e perché il senso di appartenenza gruppale mina la dimensione individuale della personalità che si è fusa con quella del gruppo.

 

Tratto dalla rivista “Nature Human Behaviour”

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

 

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