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Uso di social media e suicidio adolescenziale

Secondo recenti studi potrebbe esistere una qualche connessione tra lo strutturarsi di una realtà virtuale sui social media e l'insorgenza di un malessere psicologico che può condurre l'adolescente verso scelte estreme.

social media suicidio adolescentiDei recenti report americani hanno evidenziato un aumento dei tassi di suicidio tra gli adolescenti nello stesso momento in cui è aumentato l'uso dei social media.

A tal proposito una nuova analisi suggerisce che potrebbe esserci un collegamento.

I tassi di suicidio nella popolazione degli adolescenti sono aumentati tra il 2010 ed il 2015, secondo i dati riportati dal Federal Centers for Disease Control and Prevention.

Il motivo dell'aumento di questi tassi tuttavia non è ancora noto. Lo studio non risponde alla domanda, ma suggerisce che un fattore potrebbe essere legato all'aumento dell'uso dei social media.

Recenti suicidi da parte di adolescenti sembrano essere la diretta conseguenza del fenomeno del Cyberbullismo che potrebbe così mettere a dura prova la salute mentale degli adolescenti”, affermano i ricercatori.

Dopo ore trascorse a scorrere i feed di Instagram, mi sento solo peggio con me stessa perchè mi sento esclusa”, ha detto Caitlin, una diciassettenne del Colorado, liceale che ha contribuito ad organizzare una campagna off-line il mese scorso, dopo diversi suicidi di alcuni amici.

Nessuno condivide i momenti brutti che sta attraversando”, ha detto Chloe, anch'ella diciassettenne.

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Gli autori dello studio hanno così esaminato i rapporti sui suicidi dal 2009 al 2015 ed i risultati di due sondaggi forniti da studenti di scuole superiori statunitensi volti a misurare atteggiamenti, comportamenti ed interessi.

Sono stati coinvolti circa 500.000 adolescenti con età compresa tra i 13 ed i 18 anni; sono stati interrogati sull'uso di dispositivi elettronici, social media, televisione e tempo trascorso con gli amici.

Le domande sull'umore includevano la frequenza di sentirsi senza speranza e le considerazioni o pensieri rispetto al suicidio.

I ricercatori non hanno esaminato le circostanze relative ai singoli suicidi; la Dottoressa Christine Moutier, ufficiale capo medico presso l'American Foundation for Suicide Prevention, ha detto che lo studio fornisce prove deboli per una teoria popolare e che sono molti i fattori che influenzano il suicidio adolescenziale.

Lo studio è stato pubblicato nella rivista “Clinical Psychological Science”; i dati evidenziati nello studio includono:

L'uso di dispositivi elettronici da parte di adolescenti per almeno cinque ore al giorno è più che raddoppiato, dall'8% nel 2009 al 15% nel 2015; gli adolescenti presentavano il 70% di probabilità in più di avere pensieri o comportamenti suicidi rispetto a quelli che hanno riferito un'ora di uso quotidiano.

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Nel 2015, il 36% di tutti i partecipanti maschi ha riferito di sentirsi disperatamente triste o senza speranza, o di pensare, pianificare o tentare il suicidio. Per le ragazze, i tassi erano più alti, circa il 45%.

Nel 2009, il 58% delle ragazze con età compresa tra i 16 ed i 17 anni utilizzava i social media quasi ogni giorno; nel 2015, l'87% utilizzava i social media ogni giorno, con una probabilità del 14% di sentirsi depresse rispetto a coloro che utilizzavano i social media meno frequentemente.

Dobbiamo smettere di pensare agli smartphone come qualcosa di innocuo”, ha riferito l'autore dello studio Jean Twenge, professore di psicologia alla San Diego State University che studia le tendenze generazionali.

C'è una tendenza a dire, 'I ragazzi hanno bisogno del cellulare per comunicare con i loro amici', ma senza un monitoraggio dell'uso e del tempo trascorso sui social, i rischi possono essere tanti e difficili da identificare per un genitore”.

Il Dottor Victor Strasburger, uno specialista in medicina giovanile dell'Università del New Mexico, ha affermato che lo studio implica solo una connessione tra suicidio adolescenziale, depressione e social media, tale per cui vi è una necessità di approfondire tali aspetti attraverso altre ricerche.

Ha però sottolineato che gli scettici che pensano ai social media come i nuovi “vizi” rispetto a quelli delle generazioni passata, inviano un messaggio sbagliato, poiché anche se solo ipotetica, esiste effettivamente una qualche connessione tra lo strutturarsi di una realtà virtuale ed un malessere psicologico che può condurre il soggetto verso scelte estreme.

Con la sua immediatezza, l'anonimato ed il potenziale per atti di cyberbullismo, i social media si pongono come mezzo unico per creare e causare danni reali.

Strasburger conclude che “i genitori non devono sottovalutare tale fenomeno, ed essere più attenti nel monitorare le attività online dei propri figli”.

 

Tratto da “Msn-LifeStyle”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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