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Valutare il livello di consapevolezza in pazienti con Disturbo della Coscienza attraverso l’EEG.

La scienza ci mostra che è possibile valutare il livello di coscienza nei pazienti in stato vegetativo.


eeg coscienzaUna nuova ricerca suggerisce che l’ElettroEncefaloGramma (EEG) potrebbe essere un valido indicatore del livello di coscienza dei pazienti in stato vegetativo dopo un trauma cranico grave.

Finora, la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) ha mostrato ripetutamente che una quantità minima, ma significativa, di pazienti con diagnosi di stato vegetativo sono, in effetti, coscienti, ma incapaci di mostrarlo in modo affidabile con il loro comportamento.

Perché usare l’EEG.

I risultati della nuova ricerca, pubblicata su “Annals of Neurology”, suggeriscono una corrispondenza tra la capacità di un paziente di dirigere l’attenzione verso una stimolazione tattile ed il loro stato di coscienza nel seguire i comandi verbali. In particolare, questa relazione era stata riscontrata attraverso la registrazione dei marcatori clinici, ottenibili grazie all’impiego dell’EEG, ed in quei pazienti che, secondo le scansioni della fMRI, potevano solo eseguire i comandi.

Inoltre, le richieste, a livello mentale, per un compito previsto dall’EEG sono meno complesse rispetto a quelle che implica l’uso della fMRI.

In più, la macchina per l’EEG è interamente portatile, economica ed utilizzabile nella maggior parte degli ospedali, quindi non richiede le procedure costose ed impegnative della fMRI, aumentando in tal modo il numero di pazienti che potrebbe trarre beneficio da una diagnosi più accurata.


Lo studio ed i risultati.

Per questo studio, furono selezionati 14 pazienti, i quali presentavano livelli di coscienza e capacità comportamentali diversi: sette erano in stato vegetativo, quattro in uno Stato di Coscienza Minima, due emergevano da uno Stato di Coscienza Minima ed uno aveva la Sindrome “Locked-in”.

I tutori di ciascun paziente hanno fornito il consenso informato scritto per la loro partecipazione ai compiti.

In questa ricerca, inoltre, ha partecipato anche un campione di quindici volontari sani, in quanto gruppo di controllo.

I pazienti completarono due sessioni, nella quali:
•    Venivano somministrate, attraverso degli stimolatori affissi ai polsi (20%) ed alla parte alta della schiena (80%), delle pulsazioni non dolorose cinque volte al secondo, mentre veniva registrata nei pazienti l’attività cerebrale attraverso gli EEG. Le vibrazioni nei polsi produssero dei cambiamenti nei tracciati degli EEG degli individui sani, il che riflette il fatto che l’attenzione era attirata verso il nuovo punto della stimolazione.
•    Durante le scansioni con la fMRI, ai pazienti fu chiesto di impegnarsi nell’eseguire tre tipi di comandi diversi, stabilite per misurare la loro capacità a riguardo – immaginare di giocare a tennis, immaginare di camminare intorno alla casa e contare delle determinate parole in un gruppo di distrattori. 


Tutti i pazienti, i cui tracciati EEG mostrarono che l’attenzione veniva diretta verso gli stimoli tattili, furono anche capaci di dimostrare di saper eseguire i comandi impartiti durante i compiti di fMRI.

In modo simile, la maggior parte dei pazienti (5 su 6) che non generò alcuna risposta nella prima sessione, non ebbe reazioni nemmeno durante la seconda.


Il Dr Damian Cruse, dalla University of Birmingham, ha spiegato: “Usufruire dell’EEG  può rivelarsi un metodo efficiente ed accessibile per migliorare la precisione della diagnosi dei Disturbi della Coscienza.

Anche se le attuali diagnosi cliniche sono per lo più accurate, i recenti resoconti stimano che circa il 15% dei pazienti in stato vegetativo potrebbero aver integra la loro coscienza, ma che ciò non può essere rilevato, in modo attendibile, dal loro mero comportamento”.


Il nostro fine ultimo è fornire delle diagnosi più accurate per tutti i pazienti, di modo da garantire una riabilitazione ed una terapia appropriate per coloro che hanno più probabilità di trarne beneficio”, ha concluso lo studioso.

   
   
           

 

Fonte: PsyPost.org

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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