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Vinci il senso di inadeguatezza: riappropriati della tua autostima!

Gli stimoli sociali ci costringono a rincorrere mete spesso difficili da raggiungere e che ci fanno star male. Come migliorare la nostra risposta.

autostimaNell’arco della giornata, può capitare, di non sentirci all’altezza della situazione, di sentirci fuori posto, tutte queste sensazioni nascono non solo dal giudizio che gli altri hanno su di noi ma soprattutto da una mancanza di autostima.

La società ci impone un continuo ed incessante rincorrere “la perfezione” , bisogna essere impeccabili sul posto di lavoro , a casa, con gli amici, ogni comportamento deve essere finalizzato ed il più possibile perfetto. Proprio questi eventi fanno inevitabilmente nascere un meccanismo di autovalutazione con parametri sempre più rigidi ed autoimposti che ci vedono sempre dei “perdenti”.

 

Si vengono a radicare in noi un senso di sfiducia, una sensazione che ci paralizza, subentrano pensieri irrazionali “ la mia vita non cambierà, non sarò all’altezza di…, non sono capace e così via, proprio in questo modo ci dimentichiamo un requisito fondamentale il “volerci bene”.

Per uscire da questo circolo vizio di pensieri disfunzionali esistono varie tecniche ma il requisito fondamentale è riacquisire la propria autostima.

L'autostima è definita come "la valutazione che una persona dà di se stessa e applica a se stessa". Essa comprende vari aspetti: la soddisfazione di sé, l’intima consapevolezza del proprio valore e la fiducia nella propria capacità di svolgere un determinato compito. A seconda della valutazione che la persona ha di sé, l'autostima può configurarsi in atteggiamenti negativi con ansia, apprensione, senso di inadeguatezza, scarsa fiducia nelle proprie capacità o positivi positività, assertività, apertura agli altri e alle situazioni. L’autostima si sviluppa dall’infanzia e prosegue attraverso tutto l’arco della vita, bisogna tener presente che il concetto di sé varia a seconda delle esperienze che si sperimentano nel corso degli anni. Crescendo possono cambiare sia situazioni (cambio del lavoro, avanzamento di cariera, cambio di città) sia le persone (si incontreranno nuovi amici, colleghi, ci si sposa) ma spesso ciò che non cambia è proprio quell’automatismo cioè quei pensieri disfunzionali che ci distaccano dall’unico perno su cui deve ruotare la nostra vita ”noi stessi” . Questo circolo vizioso ci fa cadere nuovamente nel senso di insicurezza, di inadeguatezza, ci fa sentire sempre sbagliati. Si risperimentano quelle paure irrazionali che ritroviamo in frasi come “Offenderò qualcuno”, “Non voglio creare problemi”, “Gli altri mostreranno disapprovazione se mostrerò la mia rabbia” tutto questo favorisce un abbassamento del livello di autostima, influendo negativamente sul proprio stile di relazione che diventa passivo. Con il passare del tempo, l’accumulo di insoddisfazione e di frustrazione per il mancato raggiungimento degli obiettivi auspicati, che alimenta la bassa autostima, può portare ad una manifestazione impulsiva di rabbia con modalità di relazione aggressiva.

Per “volersi bene” bisogna rigorosamente uscire dai sentimenti di inadeguatezza. Ogni volta che ci troviamo a provare un disagio di qualsiasi tipo, ad esempio, quando abbiamo abbozzato anziché reagire, l’operazione mentale da fare sul pensiero irrazionale è di “isolarlo”. Bisogna prendere consapevolezza e ripetere a noi stessi “ il disagio c’è , mi fa male, però non lo amplifico come faccio di solito”.

Ciò che crea disagio in noi, non è l’episodio in se, (per riprendere l’esempio: l’esserci comportati in modo inadeguato) ma è il carico di sofferenza che associamo all’episodio. Cioè proprio quella sofferenza che abbiamo provato tutte le volte che ci siamo sentiti allo stesso modo in passato.

Inconsciamente lo colleghiamo alle frasi di disistima che abbiamo ricevuto da un genitore, un parente, un maestro, un partner perché queste si sono radicate nella nostra memoria e si amplificano nel momento in cui viviamo il disagio ricreando così il sentimento di inadeguatezza. Ad esempio “ Non sarai mai capace di farti valere.., Senza di me non farai mai niente.. Non sei capace di fare…”.
Inevitabilmente , così facendo , si cadrà nell’autocommiserazione, nel vittimismo che ci porterà a non riuscire più a trasformare l’evento e a ritrovare il benessere psicologico.

In noi cosa accade? Siamo più portati a cercare quella situazione in cui ci siamo sentiti frustrati, colpiti, attaccati, aggrediti, tutto questo avviene in maniera automatica, senza esserne consapevoli! Abbiamo perso l’abitudine di osservare, ci orientiamo sempre nel passato o nel futuro, viviamo costantemente “fuori tempo”, pensiamo che il nostro modo di reagire possa essere solo uno, quello che usiamo abitualmente, ma non ci rendiamo conto che magari è solo disfunzionale sia nel comportamento sia nello stile comunicativo.
Nel momento in cui viviamo un disagio bisogna affrontarlo, non bisogna rimuoverlo o cercare strade secondarie pur di evitarlo perché finiremo solamente per amplificare il dolore. Bisogna ricordare che la sofferenza non ha il potere di amplificare il torto subito, una brutta telefonata, ecc . La sofferenza non cambia lo stato delle cose!

Bisogna vivere il presente ed evitare delle inutili sofferenze, evitare di cadere nel circolo vizioso dell’ascolto e dei consigli, del chiedersi sempre il perché delle cose “Perché si è comportato così? Perché ha risposto così?” Bisogna saper accettare la realtà che si sta vivendo, così facendo si evita di diventare rabbiosi ciechi, rigidi nel giudizio, si evitano quei pensieri negativi che nel tempo riescono ad offuscare la mente a tal punto di incidere negativamente nella capacità di ragionare.

Per smettere di soffrire e lamentarsi il primo passo da fare è accettare la realtà anche se è spiacevole e doloroso, solo così facendo saremo in grado di comprenderla e riusciremo a cambiare il nostro giudizio, facendo emergere i nostri problemi.

 

Per approfondimento
  • Bassa autostima: sintomi e cura. Ipsco.
  • Volersi bene. Tutto ciò che conta è già dentro di noi. Raffaele morelli. Editore: Riza

 

Dottoressa Angela Chiara Leonino

 

 

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